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Fondazione Abbazia di santa Maria Della Vittoria
Testi a cura di Maria Isabella Pesce
Da Viterbo andò a Napoli al re Carlo I, il quale, avendo rotto e morto nel pian di Tagliacozzo Curradino, fece far in quel luogo una chiesa e badia ricchissima e seppellire in essa l'infinito numero de' corpi morti in quella giornata, ordinando appresso che da molti monaci fusse pregato per l'animi loro. 
Nella quale fabbrica restò in modo soddisfatto il re Carlo dell'opera di Nicola, che l'onorò e premiò grandemente". 
  
Nelle parole del Vasari - benché l'attribuzione dell'abbazia di S. Maria della Vittoria a Nicola Pisano sia unanimemente considerata inattendibile - sono compendiati esattamente il significato e l'importanza che l'abbazia ha rappresentato in campo storico e artistico. Nel Capitolo Generale dell'Ordine Cistercense del 1273 venne stabilito che da ognuna delle abbazie francesi di Royaumont e Le Loroux fossero mandati in Italia due monaci - i cosiddetti "ispectores loci" - per consigliare il re Carlo I d'Angiò, che ne aveva fatto richiesta, sui modi e i tempi di costruzione di due nuovi monasteri. Ufficialmente, l'intenzione di Carlo era quella di celebrare, fondando a Scafati l'abbazia di S. Maria di Realvalle e a Scurcola nella Marsica l'abbazia di S. Maria della Vittoria, le vittorie riportate rispettivamente su Manfredi a Benevento e su Corradino a Tagliacozzo, grazie alle quali aveva conquistato la corona di Sicilia. 
  
Al di là di questo dato, ben più importante e profondo è invece il significato e il ruolo che i due cenobi dovevano svolgere nell'ambito sia politico che culturale del regno angioino nell'Italia meridionale. S. Maria di Realvalle e S. Maria della Vittoria dovevano simboleggiare una dominazione che oltre ad essere politica era soprattutto - e nello stesso tempo culturale, costituirono - essendo fondate in due punti strategici del regno manifesto e presenza tangibile dell'autorità e del potere francese rappresentando, quindi, dal punto di vista artistico, un unicum in quanto costruzioni ideate e volute sin nei minimi particolari "ad modum Franciae ".
  
In questo senso, i cantieri della Vittoria e di Realvalle furono fenomeno esemplare di quell'incontro tra artisti francesi, cistercensi e maestranze italiane che costituì un momento fondamentale dello sviluppo artistico del '200, come l'attribuzione vasariana a Nicola Pisano indirettamente conferma. 
E' l'Italia centro-meridionale che per motivi soprattutto dinastici divenne il fulcro nel quale confluirono le correnti artistiche internazionali più aggiornate, stimolando il delinearsi di un fenomeno artistico che, sbocciato nell'arte federiciana, ebbe il suo estremo frutto nel "cosiddetto 'stil novo' dell'arte toscana, tra XIII e XIV secolo da Nicola Pisano e Cimabue a Giovanni Pisano, ad Arnolfo di Cambio a Giotto, ma anche Cavallini e a Duccio e alle grandi cattedrali toscane, da Siena a quella di S. Maria del Fiore che - in senso storico - è il punto d'arrivo del fenomeno, il punto ove esso si salda di fatto alla nascita del Rinascimento fiorentino". 
  
Con il passaggio dalla dominazione sveva a quella angioina si assiste a una sostanziale prosecuzione delle tendenze artistiche che avevano caratterizzato l'arte di corte di Federico Il dove elementi cistercensi, transalpini, dei regni crociati di Terra Santa e dell'oriente islamico intervennero contemporaneamente ad un consapevole rapporto con l'antico. 
  
In modo particolare con la committenza di Carlo I, viene ad essere rafforzato soprattutto l'apporto francese grazie alla presenza di artisti formatisi in quel particolare momento della storia del gotico, che Branner ha definito "Court Style", legato alla Parigi di Luigi IX e Bianca di Castiglia. In linea con le direttive federiciane è anche la funzione di manifesto politico che Carlo impresse alle proprie iniziative architettoniche. Allo stato attuale, per quanto riguarda 5. Maria della Vittoria, questo carattere si può dedurre unicamente dalle fonti documentarie poiché solo pochi ruderi restano dell'abbazia la cui pianta è stata ricostruita inseguito ad indagini archeologiche e dalle fotografie aeree. 
 
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