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Inno alla Pietra
Testi a cura del prof. Aulo Colucci  maggiori info autore
Ancora oggi il centro storico di Scurcola è una sorta di "inno alla Pietra". Infatti per tutte le costruzioni si fa ricorso alla pietra locale: per le fondamenta, per i muri, per i portali e le finestre. Anche per le strade si utilizzano solo pietre, come gradini e acciottolato. Scurcola è un vero Museo della pietra. Si dice che le pietre sono messaggi. Ebbene la storia di Scurcola si può rileggere partendo dalle pietre. Ne è una riprova la stupenda facciata della Chiesa collegiata della S.S. Trinita', solennemente inaugurata nel 1585. 
Similmente per il suo campanile, che ingloba reperti romani e medioevali. L'intero complesso è stato da poco felicemente restaurato. Nel '500, si sviluppano a Scurcola le Confraternite. L
e prime risultano quella del Santissimo (1539) e quella del Rosario (1579). Il loro fine è quello di pregare insieme, assistere i confratelli bisognosi, svolgere attività di beneficenza (G. Murzilli). Ancora oggi sono molto attive (Santissimo, Trinità, Suffragio, San Berardino), esse rappresentano un simbolo della coscienza religiosa di Scurcola. Specie nei Riti Pasquali, testimoniano "al meglio" la fede e la tradizione secolare. Meritano una maggiore risonanza. 
 
Nel 1590 viene eretto il Convento dei Cappuccini e, nel 1605, è inaugurato il Convento dei Carmelitani a S. Egidio. 
E' singolare il fatto che il Convento, abbandonato nel 1865, è finito distrutto, mentre la sua foresteria, oggi casale Colucci, fa ancora bella mostra di sè. Purtroppo verso la fine del 1500, la fase di sviluppo economico e di sicurezza delle popolazoni, si esaurisce piuttosto rapidamente. Solo grazie ad un lascito del Dr. Pietro Bontempi, la Chiesa della S.S. Trinità può avere la bellissima scalinata in stile barocco (1631) e, per merito di sua mogli Zenobia, anche il grande organo (1635). A quegli anni si fanno risalire i pregevoli affreschi sacri murari che adornano le facciate delle case prossime al palazzo Tuzi, in Via Monte Velino. Certamente sono i superstiti, in via di estinzione, per incuria, rispetto ad altri ormai spariti. Perderli è come ucciderne la memoria. Nella prima metà del '700, in pieno periodo barocco, nonostante forti turbolenze sociali e politiche, Scurcola registra una ripresa culturale ed edilizia. 
 
Sono restaurati: il Convento e tutto l'interno della Chiesa di S. Antonio, e parte dell'interno della Chiesa della S.S. Trinità. Entrambe le Chiese furono arricchite con nuovi altari e pregevoli dipinti. Negli stessi anni è edificata l'ala sud del palazzo Bontempi, con una facciata artistica che segna l'apice dell'architettura civile scurcolana. (Purtroppo, da anni lasciata senza tetto, la costruzione attende solo la fine). Inoltre sono restaurati gli interni della Chiesa di S. Antonio, e parte di quelli della S.S. Trinità. Viene costruita la "Cesa Ansini", dove ancora fruttifica l'ulivo. Nel 1738 Scurcola ha le seguenti Chiese: la Collegiata della S.S. Trinità, S. Egidio, S. Antonio, S. Stefano (Famiglia Bontempi), S. Maria del Colle (Cappuccini). In quegli anni la coltura principale di Scurcola è il finocchio. Nel 1757 alla statua di S. Maria della Vittoria viene apposta sul capo, una corona d'oro, deliberata dal Capitolo Vaticano. Arrivano in Avezzano le Maestre Pie Filippini (1762). 
  
Pochi anni dopo anche a Scurcola, dove svolgono una intensa attività di educatrici: asilo infantile, insegnamento nella scuola elementare parificata, attività religiosa, culturale e professionale per le giovani, quali il laboratorio di ricamo e di cucito. Inoltre curano l'Azione Cattolica sia per i ragazzi che per le ragazze. Molte giovani locali scelgono di far parte delle Maestre Pie. Meritano una immensa gratitudine. Nel 1806, la legge napoleonica abolisce il feudalesimo e, di conseguenza, i Colonna cessano di essere i feudatari della Marsica.  L'anno seguente inizia la chiusura di molti Conventi, compreso quello dei francescani a S. Antonio, i cui cospicui beni sono messi all'asta. Tocca poi, nel 1865, a quello (molto povero) dei Cappuccini. Nel 1849, grazie all'aiuto di Re Ferdinando II e dei Principi Torlonia, la Chiesa di S. Maria della Vittoria è rinnovata dalle fondamenta e abbellita, come oggi si presenta. Purtroppo la costruzione, più grande della precedente, occupa tutta la piazza del Castello e ne copre, in parte, la vista.. A metà del 1800, a Scurcola, stante la forte richiesta del mercato, è fiorente la coltivazione dell'anice. 
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