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Signori di Scurcola
Testo a cura dell'Avv. Ennio Colucci
Come abbiamo visto, il Febonio narra che al tempo della battaglia tra Carlo e Corradino era signore di Scurcola Gino del Ponte, al quale il vincitore conservò il possesso della metà del paese parla, nelle storie, di Villa del Ponte e della chiedi S. Maria del Ponte che certamente avevano azione con i Signori di Scurcola. Gli storici, scrive il Gattinara, non sono concordi nell'assegnare la vera patria a questa famiglia nobile per lignaggio, per dignità e per valore; alni la fanno originaria di Tagliacozzo, altri (il Febonio) di Corcumello. 
Odorigo De Pontibus, nell'anno 1269 successivo alla battaglia, ottenne da Carlo d'Angiò a favore degli Scurcolani l'esenzione dal pagamento dei cosiddetti augustali, annui tributi che dovevano pagare al sovrano per le spese di guerra. E ciò in risarcimento dei gravi danni sofferti causa della battaglia avvenuta nel loro territorio. 
  

Si vuole che i De Pontibus traessero il cognome dalle vaste proprietà che
avevano tra Scurcola, Cappelle, Magliano, Antrosano il cui centro a un ponte a più arcate, ora diruto, chiamato setteponti. Né sono mancati scrittori che a questo sato hanno dato il cognome Ponte  (Gattinara). Il più illustre dei De Pontibus fu il cardinale Giovanni De Pontibus del quale il Febonio parla con tanta ammirazione: " Per la particolare dottrina delle sacre scritture e della filosofia meritò l'onore della porpora. Egli fu figlio di Alessandro... in Roma fece risplendere la sua bravura in ogni negozio sotto il pontefice Martino V. 
 
Il successore Eugenio IV, avendo ben conosciuta tale bravura, gli donò l'episcopato di Taranto e lo destinò a cose più ardue ". Quando insorse lo scisma nella chiesa cattolica il Papa inviò al Concilio di Basilea come suo nunzio e rappresentante il vescovo di Taranto. Lo scisma si concluse con il ritiro dell'antipapa Felice V (Amedeo VIII di Savoia) in convento e Giovanni De Pontibus fu fatto cardinale con il titolo dei Santi Nereo ed Achilleo. Fu poi nunzio papale e paciere nella guerra tra Alfonso d'Aragona e Renato d'Angiò; fu decano del Sacro collegio e morì a Roma sotto Nicola V nel 1459. Da parte del fratello il Cardinale ebbe due nipoti, Giovanni e G. Battista: questi fu abate commendatario perpetuo di S. Maria della Vittoria nell'anno 1486 e dopo undici anni fu nominato vescovo Bitonto; l'altro ebbe una figlia di nome Buziana che fu data in matrimonio, con tutto il patrimonio avito, essendo scomparsi tutti gli eredi maschi, a Santi di Giovan Buzio Vetoli dello stesso paese, uomo di non oscura nobiltà, il quale dotato di grande eloquenza e caro a Virginio Orsini allora conte di Tagliacozzo e di Albe, fu mandato ambasciatore presso la Repubblica fiorentina.La famiglia De Pontibus si fuse così con quella dei Vetoli, di pari, antica nobiltà, che sono rimasti a Scurcola, a Corcumello, ad Anticoli, fino ai nostri giorni.
 
Testi tratti dal libro Guida storico-turistica
 
 
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