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I secoli VI-XII
Testi a cura del prof. Aulo Colucci  maggiori info autore

Con la decadenza del potere di Roma, la Marsica conosce un periodo buio, durato circa sei secoli, caratterizzato da frequenti invasioni barbariche (Bizantini, Longobardi, Franchi, Saraceni), unitamente a: epidemie, degrado delle attività economiche, insicurezza delle condizioni di vita, calo della popolazione. Particolarmente lunga risulta l'occupazione dei Longobardi (570-774). Essi riorganizzano il territorio, e la Marsica finisce compresa nel Ducato di Spoleto. Intanto inizia l'espansione benedettina e vengono create grandi Abbazie i cui feudi, via via, occupano quasi tutto l'Abruzzo. Col dominio longobardo sparisce definitivamente il mondo romano. 
  
Ai Longobardi, si fa risalire il termine sculk, (guardia-sentinella), che dà il nome a Scurcola. Tra l'800 e il 1000, per meglio difendersi dalle scorrerie soprattutto saracene, anche gli abitanti di Scurcola e Cappelle, allora distribuiti in borghi sparsi, ricorrono all'incastellamento, ossia tornano ad abitare sulle alture, ripristinando parte degli antichi centri fortificati italici. Intorno all'anno 1000, sul Monte S. Nicola viene costruito un Castello-recinto, utilizzando una parte della cinta muraria dell'antico centro fortificato italico. Si può così affermare che questa sia stata la prima sede della Scurcola medievale. 
  
Similmente avviene per Cappelle, sul Monte S. Felice, dove ancora sono visibili i resti della Chieda di S. Felice da Ponte. Questo fenomeno porta a una fase di ripresa religiosa, economica e culturale, soprattutto per merito delle grandi abbazie benedettine (Farfa, Montecassino, ecc.). Nella zona appaiono nuove chiese, quali: S.M. in Valle Porclaneta e S. Pietro ad Albe, a quella citata di S. Felice da Ponte. Tra le tante, va aggiunta quella di S. Egidio, sulla Via Valeria, per cui, in base alla documentazione finora conosciuta, risulta essere la più antica delle attuali chiese cittadine.
 
 

 
Secondo insediamento della Scurcola medievale

Nel 1.143 d. C. i Normanni, provenienti dalla Valle Roveto, occupano la Marsica e riorganizzano i poteri locali. Scurcola è compresa nella Contea di Albe, ed è feudo della Famiglia Da Ponte. Questa, intorno al 1.190, edifica, a mezza costa del monte S. Nicola, un nuovo Castello-recinto (a ridosso della torre di epoca romana, in parte ancora visibile all'interno di quello Orsini), sempre a guardia del transito della via consolare Tiburtina-Valeria, con l'ingresso sul lato sud-est. L'area del recinto sotto il Castello, viene occupata dalle nuove abitazioni degli scurcolani provenienti anzitutto dal precedente Castello-recinto che era sul Monte S. Nicola. Così essi finiscono per insediarsi nell' area che è ancora oggi il centro storico di Scurcola (G. Grossi). La Famiglia Da Ponte ha, tra Scurcola e il fiume Salto, una Casa fortificata detta Villa Ponzia, con la Chiesa di S. Maria da Ponte, prossima ad una casa-fattoria dei Cavalieri Templari, i quali assicurano anche la protezione dei pellegrini e dei viandanti (Febonio, Brogi). Lo stemma attuale di Scurcola (un ponte a quattro archi), è ancora quello dei Da Ponte. Intorno al 1.250, a parere degli esperti, nasce la Quercia di Donato, indicata in molte pubblicazioni tra le più antiche d'Italia. Purtroppo è senza cure.
 

 
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