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USI E COSTUMI
Il Cenacolo
Testo a cura dell'Avv. Ennio Colucci
Una particolare usanza della Pasqua nella Marsica è il Cenacolo di Scurcola Marsicana, cerimonia con cui si suole commemorare l'ultima cena di Gesù. 
Tale uso trasse origine a Scurcola dalle locali confraternite del SS. Sacramento, della SS. Trinità, del Suffragio e di S. Bernardino da Siena, le quali ebbero un tempo notevole importanza non solo per i numerosi confratelli, tuttora non pochi, che le formavano, ma anche perché erano fabbricerie di chiese, ragion per cui ebbero regio riconoscimento nel Regno delle Due Sicilie.
 
Poiché dette confraternite possedevano beni, fra le spese ad esse affidate fu compresa anche quella di una refezione ai poveri nel giovedì della settimana santa. Refezione che consisteva in un piatto di ceci, una pietanza di baccalà, due alici, contorni di verdura e un pezzo di pane: ad essa prendevano parte insieme ai poveri anche tutti gli associati alle confraternite. 
Ed essi, col saio, nel giorno santo, adempivano al precetto pasquale e facevano la lavanda dei piedi ai confratelli più vecchi; il venerdì poi partecipavano alla grande processione del Cristo morto. 
Cosicché si aveva una fraterna agape che, semplice e socievole, richiamava alla memoria i solidali conviti dei primi cristiani. 
Tale consuetudine esiste a Scurcola da antico tempo, e conservando le pratiche religiose ad essa connesse, non si è affievolita dopo che i beni delle confraternite furono incamerati dallo Stato nell'amministrazione della Congrega di Carità; poiché per volere degli Scurcolani, tra i compiti conferiti questo Ente pubblico, fu incluso anche quello de mantenimento del Cenacolo. 
  
Esso si continua fedelmente a praticare in una mistica forma, che affratellando nello spirito cristiano ricchi e poveri in comune mensa, ben ricorda il memorabile convivio in cui Cristo confermò il suo eterno amore agli uomini trasformando le proprie sembianze corporali nella sacra mensa eucaristica ". 
Quanto sopra scrive il nostro amico e storico marsicano Pietro Bontempi nel suo recente volume " Usanze Marsicane ". Noi vorremmo aggiungere che veramente solenne e caro agli Scurcolani è il Calvario o Via Crucis che si celebra nella Chiesa della SS. Trinità la sera del Venerdì Santo, e soprattutto grandiosa è la processione che si effettua con la partecipazione delle quattro Confraternite e di tutto il popolo, nella mattinata dello stesso giorno dalle otto alle quattordici, partendo dalla Chiesa madre della SS. Trinità e con la visita delle a tre chiese: S. Vincenzo, S. Egidio, Madonna della Vittoria, S. Sebastiano, S. Antonio, Anime Sante, fino alla conclusione alla Chiesa Madre.
  
Le quattro Confraternite furono istituite nella prima metà del 1700 dal Beato Antonio Baldinucci di Firenze: ognuna di esse ha un proprio corpo di cantori, che si esercitano nei giorni precedenti e che poi cantano con ottimo accordo i misteri della passione e della morte di nostro Signore. 
I canti e i misteri sono stati certamente introdotti dal Beato Baldinucci. Ognuna delle Confraternite organizza il proprio cenacolo nella propria sede, allietato dai vini che ogni confratello si onora di offrire agli altri. 
I forestieri e gli ospiti di passaggio possono senz'altro partecipare al cenacolo. Nell'anno 1975 le cerimonie della Via Crucis, del Venerdì Santo e del Cenacolo sono state riprese dalla televisione italiana e canadese.
 
Testi tratti dal libro "Guida storico-turistica"
 
 

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